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Martedì, Settembre 26, 2017
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Fattori di rischio (Cancro alla prostata)

Mentre la familiarità rappresenta con certezza un importante fattore di rischio per l’insorgenza, l’ambiente e la dieta rappresentano degli importanti fattori di stimolo sull’accrescimento del CaP.
L’esposizione alla luce solare sembra avere un ruolo protettivo (incidenza centro-nord italia 64 casi/100.000 abitanti, centro-sud 25 casi/100.000 abitanti), mentre l’incidenza del CaP nelle popolazioni rurali è inferiore a quella di chi vive in aree urbane.


Riguardo la familiarità, si ritiene attualmente che circa il 10% di tutti i casi di CaP abbia una base genetica e già nel 1971 Steel e Cannon avevano constatato come il CaP colpisse con maggiore frequenza i parenti dei malati rispetto alla popolazione generale e come il CaP tendesse ad aggregarsi nelle famiglie più di altri tumori, concludendo che una storia familiare di CaP aumentava il rischio tumorale nei membri della stessa famiglia. In effetti oggi si sa che esiste un’incidenza doppia nei familiari di 1° grado che aumenta da 5 a 11 volte quando questo cancro è presente in 2 o 3 parenti di 1° grado; questo fattore familiare è ancora più evidente nei parenti di 1° grado di soggetti che hanno manifestato 
la malattia in età relativamente giovanile.

Relativamente alla dieta, quella di tipo orientale-mediterranea, ipocalorica, povera di grassi animali e di lipidi, ricca di carboidrati, vitamine antiossidanti (A,C,D,E) è considerata un importante protezione 
nei confronti del CaP. Al contrario esiste una relazione specifica tra CaP e assunzione calorica.
In questo senso l’obesità è un fattore di rischio del CaP: gli uomini con BMI superiore a 26 Kg./mq (considerando normale il valore 
di 20-25 Kg./mq) presentano un significativo aumento di incidenza del CaP.  Dati scientifici consolidati ottenuti dagli animali consigliano una dieta in cui i grassi non rappresentino più del 20% dell’apporto calorico totale e ulteriori studi epidemiologici confermano la correlazione tra l’assunzione di grassi animali (in particolare grassi saturi) e l’incidenza del carcinoma prostatico.
Al contrario la “dieta mediterranea” caratterizzata da una significativa assunzione di lipidi ma in minima parte in forma di grassi animali e dall’uso dell’olio di oliva ad elevato contenuto di grassi monoinsaturi, sembra avere un ruolo protettivo nei confronti del CaP.

Nei paesi in cui si consumano elevate quantità di olio di oliva “pro capite” vi è una più bassa incidenza di diversi tipi di neoplasie, ivi incluse quelle della mammella, della prostata, dell’ovaio e dell’endometrio. Nello specifico esistono alimenti che inibiscono la crescita del CaP.

Proteine della soia per la presenza di isoflavonoidi e flavonoidi, detti anche fitoestrogeni, perché simili nella struttura agli estrogeni steroidei. I fitoestrogeni determinano un ridotto sviluppo sia della IPB che del CaP.

Legumi (fagioli, piselli, ceci, lenticchie),frutta e ortaggi (zucca, carote, cavoli, spinaci, lattuga, asparagi) perché ugualmente contengono isoflavonoidi.

Cereali (frumento, mais, grano saraceno, riso, semi di lino e sesamo) per la presenza dei lignani, ovvero sostanze che, nell’intestino ed in presenza della normale flora batterica, vengono trasformati ed assorbiti in forma di fitoestrogeni (genisteina, daidzeina, equolo e quercitina) ad alto potere protettivo nei confronti del CaP.

Il pomodoro per la presenza di licopene che è un carotenoide ad alto potere antiossidante molto diffuso in natura; il pomodoro ne è particolarmente ricco ma è presente anche nell’anguria, pompelmo ed in alcune verdure. Una dieta ricca di pomodori ha un elevato valore protettivo nei confronti del CaP. La forma aggressiva del CaP è caratterizzata da una minore concentrazione di licopene rispetto a quelle a minor aggressività. La protezione verso il CaP è legata soprattutto alla salsa di pomodoro ed alla pizza. Il licopene presente nel pomodoro crudo non viene ben assorbito dall’intestino umano, al contrario la cottura, soprattutto in olio, lo rende estremamente assorbibile.

Il , il tè verde, le catechine perché contengono parecchie sostanze fra le quali spiccano per importanza i polifenoli e le catechine. Il tè verde è particolarmente ricco di polifenoli, una tazza ne contiene circa 400 mg. di cui la metà è rappresentata da EGCG. L’effetto protettivo dei polifenoli si attua con una forte attività antiossidante e con una diretta inibizione della proliferazione cellulare. Un recente studio giapponese ha identificato in queste sostanze dei potenti inibitori della crescita di tre differenti linee cellulari di CaP. La catechina dotata di maggiore efficacia è la epigallo-catechina-3-gallato EGCG risultata efficace anche sul tumore della mammella.

I Micronutrienti (Vitamine A, C, D, E, minerali calcio, selenio, zinco): oltre alla comune attività antiossidante svolgono un comprovato ruolo specifico nel controllo della crescita e della differenziazione cellulare.