• Se vuoi conoscere...

    ...LA TUA MALATTIA e desideri curarla in modo consapevole,
    puoi navigare all'interno del nostro portale per comprendere meglio
    le patologie, le possibili cure, le tecniche oggi adottabili, oppure,
    semplicemente, per approfondire alcuni aspetti dell'anatomia umana
    che ci caratterizza tutti.
  • L'armonia...

    ...DEGLI ELEMENTI E LA VITALITA' DELL'ESSERE.
    Le malattie dell'apparato genitale e urinario affrontate in collaborazione
    da più Specialisti con formazione ospedaliera ed universitaria,
    utilizzando percorsi diagnostici e terapeutici indicati dalle linee guida
    delle più accreditate Società Urologiche ed Andrologiche nazionali.
  • Informazioni...

    ...CHIARE E CORRETTE sulle principali problematiche
    di natura urologica e andrologica.
    Troverete nel sito solo notizie dettate dai principi di etica che guidano
    la buona pratica professionale, universalmente condivise
    e codificate in campo internazionale.
  • 1
  • 2
  • 3
Martedì, Settembre 26, 2017
Text Size

Sintomi e diagnosi (Cancro alla vescica)

Ematuria
La presenza di sangue (ematuria) nelle urine è la manifestazione più comune nel cancro della vescica. Il sangue può essere presente in forma microscopica (microematuria), evidenziabile solo con l’esame delle urine, o in forma macroscopica (macroematuria), evidente anche ad occhio nudo con varie tonalità che vanno dal rosso acceso al rosa salmone a seconda dell’intensità della perdita. L’ematuria può anche essere il sintomo di altre patologie urinarie (flogistiche, infettive, calcolotiche) ma non va mai trascurata e soprattutto non va mai esclusa la sua possibile origine tumorale. Ogni ematuria, specie se non accompagnata da altra sintomatologia, deve far pensare ad un tumore dell’apparato urinario.

Disturbi della minzione: l’aumento della frequenza delle minzioni, l’urgenza menzionale, 
una minzione che avviene con dolore, possono essere spie, specie se insorte improvvisamente, 
di un iniziale forma di cancro della vescica.

Dolore: il dolore, sovrapubico o perineale, è raramente presente nelle fasi iniziali del cancro 
della vescica.

Esame delle urine
Nelle forme minime può essere ripetuto ad intervalli regolari per monitorizzare il fenomeno determinandone l’andamento, crescita o diminuzione).

Citologia esfoliativa delle urine: consiste nello studiare al microscopio le caratteristiche delle cellule epiteliali di sfaldamento presenti normalmente nelle urine. Le dimensioni, la forma e le caratteristiche del nucleo consentono di rilevare la presenza nelle urine di cellule tumorali e quindi di fare diagnosi di cancro dell’ apparato urinario. I limiti della citologia sono dovuti al fatto che le cellule di sfaldamento dei tumori iniziali a bassa malignità (ben differenziati) hanno un aspetto citologico normale ed hanno dei validi meccanismi di adesione alla superficie mucosa che ne limitano la presenza in forma libera nelle urine. Nelle forme ad alta malignità (indifferenziate) ed nel carcinoma in situ (CIS), le marcate atipie cellulari e la debolezza dei meccanismi di adesione cellulare, rendono invece molto facile la loro identificazione nelle urine. Ne consegue che l’attendibilità della citologia urinaria sia influenzata negativamente dal grado di differenziazione della lesione tumorale.

BTA test
È un test diagnostico immunocromatografico in vitro indicato per la rilevazione qualitativa dell’antigene del cancro della vescica nelle urine. Si tratta quindi di un test oggettivo che utilizza anticorpi monoclonali  per l’identificazione dell’antigene del cancro della vescica denominato hCFHrp. La specificità clinica del BTA Stat Test è stata del 70%.I vantaggi del BTA Stat Test sono rappresentati da una facilità e rapidità di esecuzione, dalla non interferenza con fattori ambientali (l’acidità e l’osmolarità delle urine, il numero esiguo di cellule di sfaldamento) o dall’elemento umano (esperienza dell’esaminatore) ed infine dalla elevata specificità clinica (70%) che sale rispettivamente al 90% ed 88% nelle forme T1 e T2

Ecografia
Eseguita correttamente, con buon ecografo e da mani esperte, ha un elevato grado di affidabilità che va comunque integrato con i dati forniti dagli altri esami di 1° livello (es. urine, citologia esfoliativa urine, BTA test) ed interpretato dallo specialista urologo.

Urografia
La Rx-Urografia è un esame radiografico che consente di visualizzare tutto l’apparato urinario grazie all’introduzione endovenosa di un liquido di contrasto iodato che viene eliminato dai reni evidenziando successivamente tutta la via escretrice (calici renali, pelvi, uretere, vescica, uretra). Contrariamente a quanto avveniva in passato, gli attuali mezzi di contrasto ed il continuo perfezionamento delle apparecchiature radiologiche hanno sensibilmente ridotto la nefrotossicità e la possibile insorgenza di reazioni allergiche al contrasto. Attualmente l’Urografia è sostituita dall’UROTC con cui si integrano ulteriori informazioni sull’intero addome.

Fish
È una tecnica che combina la normale microscopia a fluorescenza con metodiche molecolari di ibridazione in situ. Consiste nell’appaiamento del DNA da testare (DNA target) con una sonda complementare alla sequenza genomica di nostro interesse, marcata con molecole fluorescenti. In base al tipo di sonda utilizzata evidenzia aneuploidie cromosomiche ed alterazioni geniche (traslocazioni, amplificazioni, delezioni) nelle cellule in interfase.

Citoscopia
È il più completo esame per studiare la superficie interna dell’uretra e della vescica. Viene effettuato con uno strumento chiamato cistoscopio che viene introdotto dall’uretra fino ad arrivare in vescica. È l’indagine che offre le maggiori informazioni sulle patologie vescicali ed in particolare sulle lesioni tumorali. La precisione e l’affidabilità diagnostica dell’esame sono direttamente proporzionali all’esperienza e capacità dell’esaminatore. Attualmente i cistoscopi di ultima generazione sono collegati ad una telecamera che invia le immagini ad un computer (video-endoscopia) rendendole estremamente nitide e dettagliate consentendo un diagnostica estremamente precisa. In ogni sospetto cancro della vescica ed in tutte le ematurie di origine incerta va eseguita una cistoscopia.

Tomografia Assiale Computerizzata (TAC)
Fornisce dettagliate informazioni sul grado di infiltrazione della parete vescicale, sull’interessamento dei tessuti e degli organi adiacenti alla vescica, sulle eventuali ripetizioni a distanza del cancro vescicale (linfonodi, fegato, polmone, cervello, ossa).

Risonanza magnetica nucleare (RMN): è più sensibile della TAC e della scintigrafia ossea nella individuazione di eventuali metastasi ossee.

Scintigrafia Ossea
È una indagine non invasiva e di scarso impegno per il paziente.

Biopsia e Mapping Vescicale
La biopsia intesa come prelievo di mucosa o di parte di una lesione sospetta in corso di cistoscopia diagnostica, non è più praticata. In caso di lesione ecograficamente evidenziata o del reperto di cellule tumorali alla citologia esfoliativa o di positività del BTA test può esserci l’indicazione al “mapping vescicale” che prevede l’esecuzione di biopsie multiple a tutto spessore della parete vescicale su più quadranti predefiniti.
L’indagine viene eseguita in anestesia.


Cistoscopia a fluorescenza o fotodinamica (Photo Dynamic Diagnostics - PDD)
È una tecnica di indagine endoscopica che migliora del 40% il rilevamento di lesioni tumorali vescicali rispetto alla tecnica tradizionale a luce fredda. Consiste nel migliorare il contrasto visivo tra le cellule benigne e maligne sfruttando l’interazione tra una luce specifica (illuminazione della vescica con luce blu) e una sostanza fotosensibile dotata di forte affinità per le cellule tumorali. Si esegue un’instillazione in vescica di una sostanza fotosensibile (ac. esaminolevulonico) che induce l’accumulo intracellulare elettivo di porfirine fotosensibili (PAP) ed in particolare di protoporfirina IX (PpIX) nelle cellule maligne. La PDD si è dimostrata di enorme efficacia nella stadiazione e successivo trattamento endoscopico conservativo dei tumori di alto grado superficiali (CIS, Ta, T1) della vescica tanto da essere validata nelle Linee Guida della Società Europea di Urologia EAU 2005 e 2006 sulla Diagnosi e Trattamento del CIS e del cancro vescicale TaT1. La metodica viene utilizzata direttamente in sala consentendo l’immediato trattamento delle lesioni evidenziate con l’obiettivo di allargare la resezione vescicale (TURV) a tutte le localizzazioni tumorali non evidenti con le tradizionali tecniche endoscopiche aumentando la radicalità della TURV con i seguenti evidenti vantaggi:

aumentare numeo di guarigioni;
ridurre numeo di reTURV;
ridurre numeo di pazienti da sottoporre a cistectomia radicale;
ridurre o eliminare il numeo di instillazioni endovescicali con BCG, MMC et al.