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Sabato, Novembre 18, 2017
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Terapia (Cancro alla vescica)

La resezione transuretrale della vescica (TURV)
È la tecnica endoscopica che consente di asportare radicalmente la lesione cancerogena, dall’interno della vescica, senza dover ricorrere ad incisioni chirurgiche ed all’apertura della vescica.
Lo strumento utilizzato è il resettore

 che consente di effettuare delle fette di parete vescicale che, di norma, debbono interessare tutta la parete muscolare fino al grasso.


Oggi è considerato il trattamento di eccellenza in tutti i tumori superficiali a basso grado di malignità.
Può essere usato anche in forme più avanzate a scopo studiante e conservativo.

I risultati della tecnica sono tanto migliori quanto maggiore è l’esperienza dell’operatore. 

Numerosi studi pubblicati su autorevoli riviste internazionali di Urologia hanno dimostrato che il numero di recidive tumorali si riduce significativamente quando ad eseguire l’intervento è uno specialista con una elevato numero di TURV nella propria casistica operatoria.


In cosa consiste la cistectomia radicale?


È un intervento demolitivo e mutilante che va proposto ed effettuato solo quando rappresenta l’unica soluzione utile a salvare la vita del paziente. 


Cistectomia radicale standard nell’uomo l’intervento viene effettuato asportando in blocco la vescica ed il grasso che la circonda  la prostata e le vescicole seminali.
Nella donna insieme alla vescica viene asportato il complesso utero/tube/ovaie e la parete anteriore della vagina.
Vengono inoltre asportati i linfonodi che drenano la vescica (linfadenectomia pelvica).
L’asportazione dell’uretra viene eseguita solo se interessata dal tumore.

Dove vanno a finire le urine dopo l’asportazione della vescica?

Una volta tolta la vescica, a seconda dello stato di gravità della malattia e delle condizioni generali del paziente, esistono 3 possibilità per consentire alle urine di arrivare all’esterno:

derivazione esterna portando le estremità degli ureteri all’esterno sui quadranti inferiori dell’addome (ureterocutaneostomia);
derivazione intestinale portando le estremità degli ureteri direttamente sul tratto terminale dell’intestino senza interromperlo (ureterosigmoidostomia) o utilizzando un’ansa intestinale esclusa come un serbatoio comunicante con l’esterno (derivazione su ansa ileale esclusa);
derivazione urinaria su un’ansa intestinale rimodellata a forma di vescica che consente di mantenere una minzione nel modo più naturale possibile (neovescica ortotopica).
Un ulteriore sistema di classificazione delle derivazioni urinarie è quello di dividerle in base alla possibilità che danno al paziente di controllare in qualche modo l’emissione delle urine.
Abbiamo quindi:

derivazioni incontinenti;
derivazioni continenti.
La derivazione continente che consente di mantenere una minzione molto simile a quella naturale è la neovescica ortotopica.