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Martedì, Settembre 26, 2017
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Cancro alla Prostata

Il Cancro della prostata (CaP) sta diventando la più comune neoplasia maligna del sesso maschile nei paesi industrializzati ad elevato sviluppo socio-economico.
In Italia vengono diagnosticati ogni anno almeno 25.000 nuovi casi di CaP,
che sono pari al 10% dei tumori maschili.

Per saperne di più, visita la sezione: EPIDEMIOLOGIA

Mentre la familiarità rappresenta con certezza un importante fattore di rischio per l’insorgenza del tumore CaP, l’ambiente e soprattutto la dieta possono essere importanti fattori di stimolo per il suo accrescimento.
Significative condizioni ambientali “protettive” per l’insorgenza del CaP sono la vita in ambiente rurale rispetto ai centri industrializzati e la maggiore esposizione al sole rispetto al clima freddo; altrettanto si può dire di una dieta cosiddetta mediterranea rispetto ad una dieta ricca di grassi.

Per saperne di più, visita la sezione: FATTORI DI RISCHIO


Non essendo possibile una efficace prevenzione primaria, la prevenzione secondaria e quindi la diagnosi precoce, rimane l’unico mezzo disponibile per influire sulla evoluzione della malattia.
Non essendoci una sintomatologia specifica del cancro della prostata, 
la diagnosi precoce è affidata a 3 strumenti: l’esplorazione rettale (ER), l’ecografia vescico-prostatica sovrapubica e transrettale (TRUS) ed il dosaggio del PSA.


Come si determina il grado di aggressività di un CaP?
Elementi fondamentali per poter formulare una corretta prognosi, sia in termini di sopravvivenza che di qualità di vita, sono comunque rappresentati dalla tipizzazione istologica ovvero da quanto il tessuto tumorale si differenzia da quello originario sano, dall’estensione del CaP (lesione unica o multipla, dimensioni, integrità o coinvolgimento della capsula prostatica) e dal valore ed andamento del PSA.

Per saperne di più, visita la sezione: DIAGNOSI


La terapia del cancro della prostata (CaP) è articolata e complessa. 

Oggi abbiamo a disposizione numerose opzioni terapeutiche ma ognuna di queste ha delle indicazioni precise che prendono in considerazione le caratteristiche del tumore (tipo istologico, localizzazione, etc.) e del paziente (età, stato di salute, caratteristiche somatiche, livello culturale e situazione ambientale).

Terapia ormonale è una terapia palliativa quindi ha come fine il contenimento della malattia inteso come riduzione della massa tumorale e della sua aggressività biologica.
Prostatectomia Radicale è ritenuta la terapia di elezione del carcinoma prostatico in stadio clinico localizzato, nei pazienti con buona aspettativa di vita.
In caso di ripresa della malattia dopo questa chirurgia è possibile utilizzare altre linee terapeutiche rappresentate dalla radio e dall’ormono-terapia.

Radioterapia utilizza diverse forme di radiazioni che danneggiano in modo irreversibile le cellule tumorali maligne sino ad ottenerne la necrosi (morte cellulare).
Il fattore “dose” in radioterapia ha un ruolo fondamentale nel determinare la probabilità di guarigione del paziente.
Una volta effettuato un ciclo di radioterapia non è più possibile effettuare un intervento chirurgico.

Brachiterapia è una variante della radioterapia che utilizza come sorgenti di energia radioattiva (Palladio 103 o Iodio 125) delle piccole capsule dette “semi” delle dimensioni di un chicco di riso che vengono impiantate nella prostata sotto guida ecografica.

Per saperne di più, visita la sezione: TERAPIA