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Domenica, Settembre 24, 2017
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Incontinenza urinaria (I.U.): perché non parlarne?

Quanto è frequente la I.U.

incontinenza
L’incontinenza urinaria, ovvero la perdita involontaria di urina, rappresenta un problema di vastissima portata che compromette seriamente la qualità di vita di donne e uomini. Uno studio epidemiologico multicentrico del 1997 ha infatti evidenziato una prevalenza nel sesso femminile che diventa sempre più frequente con il passare degli anni, passando da un 10% di donne tra i 35 e 44 anni al 16% al di sopra dei 75 anni. Malgrado ciò solo una minoranza delle pazienti afferisce al medico curante e ancor meno allo specialista: circa il 25% delle donne, in seguito al periodo di menopausa, accusa disturbi uroginecologici, prolasso e incontinenza, ma di queste, unicamente una su cinque si sottopone a visite mediche. A fronte della larga estensione di questo fenomeno, che porta in molti casi a stati di depressione, ansia, e angoscia, con la conseguente voglia di stare in disparte, provocando effetti anche molto invasivi all'interno della vita quotidiana, solo una piccola percentuale di donne che accusa questi disturbi decide di provare a risolvere il problema,  mentre le altre preferiscono utilizzare palliativi (pannolini per incontinenza).

Come suddividere la I.U.

L'incontinenza da sforzo
di solito colpisce le donne subito dopo il parto o in menopausa. Tuttavia, può colpire anche gli uomini come complicanza della chirurgiaprostatectomia radicale per cancro). È caratterizzata da  perdita di urina (gocce od anche grandi quantità) quando si ride, si tossisce, durante l’esercizio fisico o l’attività sessuale.
Essa è dovuta al fatto che qualsiasi sforzo od attività fisica, implica un aumento della pressione addominale con ripercussione sui muscoli e sulla “impalcatura” del bacino che costituiscono il "pavimento pelvico". Se queste strutture fibro-muscolari sono indebolite, non riescono a sostenere la tensione ed a scaricare nella giusta maniera la pressione addominale. Questi squilibri di pressione, legati ad una insufficienza degli sfinteri determinano la fuoriuscita di urina.



L'incontinenza urinaria da urgenza
è associata a molte e svariate patologie, dalle più banali alle più serie: per esempio infezioni urinarie, calcolosi delle vie urinarie, ma anche neoplasie vescicali o gravi malattie neurologiche (Sclerosi Multipla, Morbo di Parkinson e molte altre). Tale forma di I.U. attualmente è stata anche definita parte di una nuova entità patologica chiamata “Vescica Iperattiva” (in inglese: OverActive Bladder, O.A.B.) ed è dovuta ad  una contrazione involontaria  della vescica che non viene inibita in tempo dai normali meccanismi neurologici e muscolari che dovrebbero impedire la fuoriuscita di urina. In questo tipo di incontinenza, rispetto a quella “da sforzo”, la vescica non deve essere necessariamente piena affinché ciò possa accadere: di conseguenza i soggetti colpiti possono avvertire l'esigenza di recarsi in bagno frequentemente, sia durante il giorno che durante le ore notturne, solo per espellere poche gocce di urina, con una riduzione spesso esasperante della qualità di vita.



L'incontinenza mista
si verifica quando si avvertono i sintomi tipici di più tipi di incontinenza, solitamente da sforzo e da urgenza. Spesso, un insieme di sintomi può risultare più fastidioso di un altro. Per un trattamento completo, è indispensabile fare una diagnosi accurata delle varie possibili cause.

L'incontinenza da rigurgito
pur non essendo una vera forma di incontinenza, si deve tener presente,  in quanto può essere sintomo di altre malattie anche importanti (tumori prostatici, vescicali, patologie neurologiche degenerative o vascolari).
Essa si verifica quando la vescica si riempie oltre la sua capacità fisica, per cui si determina in questi soggetti un costante o frequente gocciolamento di piccole quantità di urina (come un vaso che trabocchi) associato ad un perenne ed insoddisfatto bisogno di urinare.

Come trattare
la I.U.

Molteplici sono le terapie (mediche e chirurgiche) della I.U. e dipendono anche dalle cause che provocano l'incontinenza, per cui, prima di trattarla, bisognerà indagare e chiarire accuratamente quali sono le cause che la provocano (ad esempio,, l'incontinenza da urgenza che può essere associata ad un  tumore della vescica,  scompare curando il tumore stesso). Immaginando di avere a che fare quindi con un tipo di incontinenza già classificata, possiamo distinguere attualmente:

TERAPIA MEDICA
le terapie mediche si basano su molti tipi di farmaci, ovviamente in dipendenza delle cause di volta in volta riscontrate per la I.U. in esame. Si utilizzano pertanto antibiotici ed antinfiammatori (nelle I.U. da infezione) ma soprattutto farmaci definiti “anticolinergici”  che possono essere somministrati per bocca    o per via transdermica (cerotto a rilascio prolungato), oppure altri tipi di farmaci introdotti in vescica mediante piccoli cateteri (acido ialuronico, condroitinsolfato, o chemioterapici veri ) ed anche inoculati nella muscolatura della vescica mediante procedure cistoscopiche ambulatoriali.
(Tossina botulinica: vedi filmato).

TERAPIA CHIRURGICA
Sono moltissime e differenti a seconda della causa dell'incontinenza: tra le più note vi è la cosiddetta benderella transotturatoria (T.O.T) detta anche “Sling” utilizzata nell'incontinenza da sforzo femminile  e maschile.
Sling” in inglese significa “fionda, tracolla”  ed in effetti, questo tipo d’intervento consiste nel posizionare, con una procedura solitamente poco invasiva, una benderella, cioè un nastro di materiale autologo (dello stesso Paziente), eterologo (di un animale di altra specie) o sintetico (di materiale non biologico) sotto od intorno all’uretra per farle da sostegno.



È un intervento relativamente nuovo nell’uomo, ma già utilizzato da diversi anni nella donna, e viene considerato mini-invasivo (ovvero nell’ambito della chirurgia eseguibile ambulatorialmente od in regime di Day Surgery).

TERAPIE RIABILITATIVE
Consiste in una tecnica di manipolazione della muscolatura pelvica che può essere effettuata sia dal fisioterapista, che mediante l’utilizzo di apparecchi per elettrostimolazione. Scopo della terapia riabilitativa è quello di ricostituire il normale tono della muscolatura pelvica e di “ri-sincronizzare” i delicati meccanismi neurologici sensitivi e motorii che determinano la continenza (cioè la normale capacità di trattenere e di rilasciare volontariamente le urine).

TERAPIA FISICA
In casi selezionati è possibile ottenere un miglioramento delle forme di incontinenza da urgenza mediante stimolazione elettrica dell'innervazione della gamba: la cosiddetta “stimolazione del nervo tibiale”.
Considerando la rilevanza che dal punto di vista della qualità della vita e delle relazioni sociali riveste il problema, il nostro Centro è in grado di offrire uno spazio dedicato alla Uroginecologia in cui, mediante una valutazione clinica (Visita Uroginecologica) e strumentale (Esame Urodinamico e Uretrocistoscopia), è possibile formulare una diagnosi precisa sulla tipologia di I.U.  e prospettare una terapia adeguata (medica e/o chirurgica) per la risoluzione della patologia in esame.